Segesta

L'area archeologica di Segesta si trova nel Comune di Calatafimi – Segesta, da cui dista appena 4 km. È collocata sulla cima del Monte Barbaro (400 m. s. m. l.), inaccessibile da ben tre lati, ideale durante l'antichità per difendersi dai nemici.
Storica rivale della colonia greca di Selinunte, Segesta fu fondata dagli Elimi prima del IV secolo a.C. e rappresentò la più importante delle loro città. Distrutta dal tiranno di Siracusa alla fine del IV secolo a. C., fu rifondata dai Romani e, infine, devastata dai Vandali. Nel XII secolo d.C. i Normanni costruirono un castello, recentemente riportato alla luce.
Oggi l'area di Segesta rappresenta un sito archeologico a più strati, dove si possono distinguere resti del periodo elimo, dell'età ellenistico-romana, dell'insediamento musulmano, normanno-svevo e medievale. Sebbene il periodo d'ora sia legato agli Elimi, è molto evidente l'influenza dei Greci. A rendere famoso questo sito sono: il Tempio dorico, il Teatro e il Santuario di Contrada Mango.
La città originaria sorgeva su due colline. Due sono le acropoli , quella nord e quella sud, racchiuse all'interno della cinta muraria. Il Teatro, che d'estate ospita opere classiche, sorge accanto all'acropoli Nord. Il Tempio sorge invece di fuori delle mura, su una collina da cui domina il paesaggio circostante, insieme al Santuario di Contrada Mango e ai resti di una necropoli ellenistica.
Il Tempio, che testimonia la progressiva ellenizzazione di Segesta, risale alla metà del V secolo a.C. e rappresenta uno dei meglio conservati dell'isola. Probabilmente fu lasciato incompiuto, come si evince dalle colonne prive di scanalature, dalla mancanza della cella e dalle metope non lavorate.
Il Teatro, risalente al periodo compreso tra III e il II secolo a. C. e rimaneggiato dai Romani, è situato sulla sommità del monte Barbaro con una spettacolare vista sulla vallata e sul mare. A differenza degli altri teatri orientati a sud, questo è orientato a nord, in onore del bellissimo Golfo di Castellammare.
Segesta dista 41 km da Trapani (via A29 dir), da cui si può raggiungere anche con gli autobus Tarantola (www.tarantolabus.it) e con le Ferrovie dello Stato.
È possibile visitare il parco archeologico tutto l'anno. L'ingresso costa 6 euro (ridotto 18 anni – 25 anni: 2,50 euro). È gratuito per i minorenni e per chi ha compiuto i 65 anni.
Link utili
www.comune.calatafimisegesta.tp.it










