Antica Gela
Gela, colonia dorica fondata nel VII secolo a.C., oggi è un importante sito archeologico del Mediterraneo. Nel VI e V secolo a.C furono alcuni abitanti di Gela a fondare Akragas (Agrigento). Purtroppo in epoca medievale vennero prelevati dei ruderi per l'edificazione della città, fatto che causò la perdita di numerosi templi e di lunghi tratti delle fortificazioni greche.
Successivamente Gela fu saccheggiata da tombaroli che portarono via reperti di inestimabile valore. Nel 1900 l'archeologo Paolo Orsi iniziò a svolgere le prime indagini legali, individuando l'Athenaion presso l'Acropoli e recuperando, presso la necropoli greca, raffinate ceramiche. La più grossa campagna di scavi fu condotta tra il 1948 e gli anni '60, durante la quale vennero alla luce importantissime testimonianze greche e di altri periodi.
Le aree che si possono visitare sono tre: Capo Soprano, l'Acropoli e il Bosco Littorio. Forse a Capo Soprano (estremità occidentale di Gela) si trovano i resti più affascinanti, le fortificazioni greche, dette Mura Timoleontee, l'esempio meglio conservato al mondo di architettura militare greca. Se ne possono ammirare 400 metri, risalenti al IV secolo a.C. sono visibili il torrione di avvistamento, le gradinate di accesso ai camminamenti di ronda, i contrafforti della fiancata sud-est, canali di scolo delle acque. Una particolarità è il materiale utilizzato per la costruzione, che consiste in grossi blocchi di pietra arenaria nella parte inferiore e, in quella superiore, uno spesso strato di mattoni d’argilla (crudi o cotti al sole). Le mura sono attualmente riparate da una moderna struttura di protezione. Inoltre, nel parco sono presenti due forni di epoca medievale, i ruderi di un accampamento militare e quelli di un vasto quartiere residenziale del IV secolo a.C. Nelle vicinanze delle fortificazioni, alle spalle dell’ospedale Vittorio Emanuele, si trovano le Terme Ellenistiche (IV secolo a.C.), il complesso termale più antico d’Italia.
Dall'altra parte della città, vicino al Museo archeologico, si sviluppa l'Acropoli arcaica. Si ammirano le rovine di case, botteghe e mura, nonché tracce del sistema viario ippodameo (a griglia). Di quella che era la zona sacra, si vedono i basamenti di tre templi. Dell'Athenaion (il più grande) è rimasta in piedi una colonna dorica di circa 8 metri, uno dei simboli di Gela.
A sud dell'acropoli si trova l'area archeologica del Bosco Littorio, dove sono stati rinvenuti i resti dell'Emporio greco arcaico (VII-VI secolo a.C.).
Situato nei pressi del sito portuale, la foce del fiume Gela, era molto esteso e comprendeva officine, magazzini e botteghe. La tecnica costruttiva è, ancora una volta, quella dei mattoni crudi.
Altri siti archeologici rilevanti sono chiusi al pubblico. Ancora oggi gli scavi continuano, anche nei siti aperti al pubblico. Tra le ultime scoperte, merita menzione un relitto greco (500 a.C.), che dopo il restauro sarà esposto nel Museo della Navigazione Greca.
L'area archeologica di Capo Soprano è aperta dalle 9.00 alle 18.30 e vale lo stesso biglietto del Museo Archeologico (3 euro). Per informazioni contattare il Museo Archeologico al tel. 0933912626.










